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LA CORTE DEI GONZAGA
Dagli anni del ducato di Guglielmo fino al sacco di Mantova del 1630, la corte dei Gonzaga vive uno dei suoi momenti di massimo splendore. I tre duchi che si avvicendano in questo arco di tempo, ciascuno con una personalità estremamente caratterizzata, interagiscono con la corte in modo significativo, ogni volta trasformando completamente – almeno in apparenza – l’atmosfera che vi regna. A sua volta la città stessa, fitta di palazzi, chiese, conventi, botteghe, laboratori artigianali, negozi, mercati, interagisce con la corte ducale, accogliendola al centro del suo cuore pulsante. I personaggi che popolano Palazzo Ducale sono innumerevoli e ricoprono le cariche e i ruoli più vari: il microcosmo della corte è un organismo perfettamente autonomo ma nello stesso tempo vive e respira attraverso un continuo scambio dialettico con l’esterno, inteso ovviamente non solo come città ma più universalmente come quell’insieme ricchissimo di relazioni molteplici che i Gonzaga hanno saputo intessere dovunque lungo lo scorrere del tempo. Pittori, decoratori, scultori, vetrai, orafi, artigiani di ogni genere e competenza; letterati, poeti, musicisti, cantanti, attori, compagnie teatrali, maggiordomi, ballerini, cuochi; e poi ancora botanici, medici, dottori universitari, precettori, astronomi-astrologhi, alchimisti, chiromanti, maghi, ciarlatani: buona parte di tutto questo caleidoscopio di personaggi viveva a corte, apparteneva a una scala gerarchica, lavorava al servizio del duca, e costituiva una "bocca" a carico delle finanze ducali.
Il quadro si completa aggiungendo ecclesiastici e membri dell’aristocrazia mantovana che svolgono spesso ruoli di primo piano presso l’apparato burocratico che regola il meccanismo della corte gonzaghesca: la cancelleria ducale. Essa è in perenne evoluzione nel tempo; occorre tener presente che infatti, oltre alla diversa atmosfera creata a corte dall’avvicendarsi di ciascun duca, in questa fase storica ovvero a partire dalla seconda metà del Cinquecento anche la cancelleria sta cambiando profondamente: vengono attuate importanti riforme che testimoniano il completamento dell’evoluzione delle forme dello stato signorile a quello burocratico amministrativo, cui corrisponde un processo di aristocratizzazione dell’intero strato superiore della società inserito nel meccanismo statuale governato dal duca. Dal castellano all’ambasciatore, dagli archivisti ai corrieri, dal segretario al cancelliere di stato, al consigliere, ogni presenza contribuisce al buon funzionamento della cancelleria. I funzionari in questi anni di norma mutano gli incarichi al fine di progredire nella carriera cancelleresca: un'unica persona spesso può passare dal ruolo di cancelliere a quello di segretario e, magari attraverso la carica di diplomatico inviato alle corti estere – fuori dal ducato gonzaghesco –, può approdare al prestigioso incarico di consigliere ducale. L’aspetto più caratteristico dell’attività diplomatica nel Cinquecento è l’incremento delle residenze stabili, che sul finire del secolo sono 7: Venezia, Roma, la Francia e la Corte Cesarea, la Spagna, Milano e Genova. In esse risiedono funzionari gonzagheschi che oltre alle doti intellettuali hanno avuto un ottimo addestramento burocratico iniziato proprio in cancelleria.
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Maria Bellonci <<Rinascimento privato>>
Biografia romanzata, narrata in prima persona, di Isabella d'Este Gonzaga, figura femminile di primo piano del Rinascimento Italiano. |